Mercoledì 6 Dicembre ho incontrato i rappresentanti di due organizzazioni chiave nel settore dello zucchero: la Cooperativa Produttori Bieticoli (COPROB – Italia Zuccheri) e l’Associazione dei produttori europei di zucchero (CEFS). COPROB nasce nel 1963 in Emilia-Romagna e ad oggi è l’unica filiera di zucchero al 100% italiano. Ogni anno, produce circa 220.000 tonnellate di zucchero, il tutto nei propri stabilimenti di Minerbio (BO) e Pontelongo (PD). Con circa 4.500 aziende associate, sparse in sette regioni, COPROB impiega oltre 500 persone, tra dipendenti e lavoratori stagionali. Dall’altra parte, CEFS è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro fondata nel 1953 che riunisce e rappresenta i produttori di zucchero dell’Unione europea e della Svizzera. Quest’ultima è riconosciuta come partner sociale dalla Commissione europea e partecipa attivamente al dialogo sociale.

Durante l’incontro, abbiamo affrontato le sfide fondamentali del settore dello zucchero in Europa, come la transizione ecologica e la decarbonizzazione dell’industria saccarifera, oltre alla concorrenza sleale da parte dei paesi terzi esportatori di zucchero e la necessità di adattarsi al cambiamento climatico. La sfida più pressante, tuttavia, resta la carenza di personale qualificato e l’attrazione di nuovi talenti. La difficoltà nell’attirare lavoratori è principalmente legata alla percezione, specialmente tra i giovani, del lavoro nell’industria dello zucchero come pesante, poco flessibile e caratterizzato da orari di lavoro atipici.

Per affrontare questa sfida, COPROB ha implementato diverse buone pratiche volte ad aumentare l’occupazione, favorire il trasferimento di competenze e stimolare il ricambio generazionale. Queste iniziative includono una stretta collaborazione con le scuole (istituti tecnici ed università) per informare sulle competenze di base richieste dal settore, una campagna di comunicazione diffusa su diverse piattaforme social e la promozione dell’impegno degli insegnanti e studenti dando loro accesso al know-how specialistico e alle attrezzature per la formazione all’interno degli impianti dello zucchero.  Un esempio concreto è il progetto BetAcademy che incoraggia la professionalizzazione dei giovani bieticoltori (dai 18 ai 40 anni), offrendo loro la possibilità di sviluppare competenze tecniche e economiche specifiche, attraverso l’interazione con esperti del settore agricolo e agroalimentare.

Ai rappresentanti di COPROB e CEFS ho espresso il mio pieno sostegno in seno alla Commissione Lavoro e Affari Sociali in Parlamento europeo, dove continuerò a lavorare per risolvere il problema della carenza di competenze in Europa, e COPROB – Italia Zuccheri rappresenta un modello virtuoso su cui baserò il mio impegno. Non vedo l’ora di visitare il loro stabilimento a Minerbio!