COME FUNZIONA LA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA?

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Finalmente la Conferenza sul futuro dell’Europa è formalmente iniziata: l’evento inaugurale ha avuto luogo lo scorso 9 maggio, in occasione della Festa dell’Europa. Il 19 giugno scorso, sempre a Strasburgo, la Plenaria della Conferenza sul Futuro dell’Europa si è riunita e si è aperto un nuovo capitolo delle relazioni tra cittadini e istituzioni europee, che fino al 2022 li vedrà coinvolti in un dialogo istituzionale costante al fine di identificare le priorità di azione dell’Unione. “Non dobbiamo avere paura dei cittadini, i quali sono sempre un passo avanti rispetto ai propri rappresentanti politici; con loro avremo le risposte ai problemi che dobbiamo affrontare”, lo ha detto anche il segretario nazionale del PD, Enrico Letta, a inizio maggio e le sue parole mi trovano pienamente d’accordo.

Il coinvolgimento dei cittadini europei, e quindi la possibilità di ridurre quel deficit democratico di cui da tempo ci lamentiamo, avverrà fisicamente a partire da ottobre, attraverso la partecipazione in assemblee sparse su tutto il territorio dell’Unione, che potranno essere organizzate da soggetti di tipo diverso (istituzioni, partiti, ONG, associazioni). Nel frattempo i dibattiti su temi specifici sono iniziati online, tramite fora virtuali di discussione sulla piattaforma creata dalla Commissione europea in occasione del lancio della Conferenza e chiamata “Il futuro è nelle tue mani”; la piattaforma e’ suddivisa in nove gruppi di lavoro tematici e raccoglierà i contributi – sono già oltre 10 mila – di tutti i cittadini. In parallelo, i socialisti europei hanno sviluppato anche un altro contenitore ad hoc, chiamato Progressives4Europe, con il fine di raccogliere ulteriori contributi che andranno altresì a nutrire la discussione generale.

A livello europeo, a partire dall’autunno verranno poi organizzati quattro panel tematici di discussione composti da 200 cittadini ciascuno (estratti a sorte, pur cercando di mantenere un equilibrio sociale, geografico e di genere). Le tematiche in agenda saranno l’ambiente, la politica estera, le politiche sociali ed economiche e il funzionamento dell’Unione. Gli esiti del dibattito verranno trasmessi alla plenaria, che verrà organizzata una o due volte a semestre e sarà composta, sul lato istituzionale, da 108 membri del Parlamento europeo e altrettanti dei Parlamenti nazionali, 54 membri per il Consiglio (2 per Stato membro), 3 Commissari europei. Anche i cittadini saranno 108, così ripartiti: 80 cittadini selezionati dai quattro panel di cittadini europei (20 per panel), 27 cittadini scelti ognuno da un governo nazionale, e un rappresentante del Forum europeo dei giovani.

Al termine di questo processo di dialogo istituzionale (dopo circa due anni), la Plenaria produrrà una raccomandazione destinata al Consiglio esecutivo e che dovrà fungere da base per l’azione dell’UE. Si tratta di un inedito e straordinario esercizio di democrazia e di consultazione diretta, a prescindere dalle appartenenze partitiche dei partecipanti. Un momento di ascolto imprescindibile dal basso verso l’alto, per portare all’attenzione le problematiche che più interessano gli abitanti dell’Unione europea. Un modo per tornare a far sentire tutti protagonisti!

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