VACCINI EUROPA: SI DEVE FARE DI PIÙ, MA VEDIAMO COME

  1. Home
  2. L'EUROPA E NOI
  3. VACCINI EUROPA: SI DEVE FARE DI PIÙ, MA VEDIAMO COME

L’approccio europeo ci ha permesso di evitare la concorrenza tra stati e impedire che solo paesi ricchi si accaparrassero la maggior parte dei vaccini, ci ha consentito di accelerare i tempi dello sviluppo del vaccino contro il Covid-19, grazie ad un massiccio finanziamento pubblico erogato per la ricerca dall’Unione europea, ma anche di negoziare da una posizione più forte e dunque ottenere dalle aziende farmaceutiche mondiali un vaccino per oltre 2 miliardi di dosi entro il 2021.

Adesso però le case farmaceutiche (in particolare AstraZeneca) devono onorare i loro obblighi contrattuali, senza alcuna scusante. In questa delicata fase della campagna vaccinale non sono ammissibili ritardi del 50% sulle consegne. Su questo punto sono condivisibili le parole del Premier Draghi, che durante il Consiglio europeo della scorsa settimana ha portato sul tavolo della discussione tra i leader europei 3 proposte concrete per accelerare la produzione e distribuzione dei vaccini, entro maggio.

Vediamo come:

  1. Per aumentare in tempi rapidi la produzione è essenziale affrontare ogni tipo di carenza nella catena di approvvigionamento, cercando di compensare con aumenti sostanziali delle produzioni in altri impianti. La Commissione deve dunque convincere e spingere con ogni mezzo le aziende farmaceutiche che già hanno il vaccino a stringere accordi con altre aziende in modo da allargare la produzione – come hanno fatto per esempio Pfizer e Sanofi; dobbiamo incrementare forniture europee ed anche l’Italia può fare la sua parte, data la capacità tecnologica e di produzione di alcuni siti industriali che sono già stati individuati;
  2. Agevolare tutte le soluzioni pratiche di concessione e condivisione delle licenze/brevetti che permettano di accelerare la produzione e dunque la vaccinazione su grande scala dei nostri cittadini;
  3. Introdurre un passaporto vaccinale a livello europeo per consentire di viaggiare liberamente, almeno a chi ha già effettuato il vaccino: questo potrebbe mettere in salvo (o almeno alleviare le perdite) il nostro comparto turistico, drammaticamente colpito dal Covid e dalle restrizioni agli spostamenti.

È evidente che la nostra ripresa economica e sociale dipenderà dalla diffusione dei vaccini. Per questo penso che l’Unione dovrebbe accogliere rapidamente le proposte messe sul tavolo dal governo italiano per accelerare la produzione dei vaccini. Non possiamo permetterci neppure un giorno di ritardo.  

 

Menu