SARTORIE LEGGERE: UN MODELLO DI IMPRESA SOCIALE DA SEGUIRE ANCHE IN EUROPA

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“Mi sento viva perché so vedere il mondo all’ingiù”, così recita la maglietta ideata da Sara Yakoubi, con sindrome di Down, autrice dei testi e delle poesie che compaiono sulle t-shirt dell’impresa sociale bolognese “Sartorie Leggere”.

Nel 2019 Barbara Montanari, madre di due figlie (di cui una con disabilità) decide di dare vita all’impresa sociale “Sartorie leggere”, che lavora nel settore dell’abbigliamento. L’idea davvero “imprenditoriale” di Barbara è quella non solo di coinvolgere in una realtà lavorativa vera e propria giovani donne con disabilità (anche gravi), ma di produrre abiti (con tessuti di recupero made in Italy), con una vestibilità semplice, studiati ad hoc per essere indossati anche da persone non autosufficienti (magari costrette su una carrozzina o con una fisicità particolare). Indumenti belli che non hanno nulla da invidiare a quelli esposti e acquistati dalle adolescenti e giovani donne che incontriamo tutti i giorni e che tengono al loro aspetto.

Quello di Sartorie leggere è un vero e proprio modello da seguire e da esportare in tutta Europa perché valorizza le competenze di persone fragili spesso escluse dal mercato del lavoro, ma che hanno talento, passione e creatività.

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