L’uguaglianza dei salari sul posto di lavoro è uno degli aspetti più importanti nella lotta alle disparità tra uomo e donna. Ancora oggi, una donna viene pagata in media il 16% in meno di un uomo che fa lo stesso lavoro. Tra i pensionati, questo “gap” aumenta ancora di più, fino ad arrivare in alcuni casi addirittura al 36%.

Dato che nelle linee guida politiche della futura presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, si legge chiaramente l’intento di proporre una direttiva che garantisca più trasparenza sugli stipendi tra le donne e gli uomini, ho pensato fosse importante chiarire gli strumenti con cui l’Europa intenda promuovere il principio “stesso lavoro, stesso salario”.

Pertanto, in occasione dell’audizione alla Commissaria all’uguaglianza, la maltese Helena Dalli, che ha avuto luogo lo scorso mercoledì 2 ottobre, le ho domandato come intenda procedere per eliminare a livello europeo questa ingiustizia sociale che ancora colpisce molte di noi.

Qui sotto potete trovare il mio intervento completo:

“Gentile Commissaria designata, da dati recenti sappiamo che il reddito lordo orario delle donne è più basso di circa il 16% di quello degli uomini, e che il gap nelle pensioni tra uomo e donna arriva fino al 36%.
La lotta alle disuguaglianze è una priorità assoluta tanto sul piano culturale, opponendosi agli stereotipi, quanto sul piano quantitativo.
C’è infatti della matematica da fare anche in politica: se le donne fanno lo stesso lavoro, allo stesso livello, nello stesso posto, devono essere pagate come gli uomini, tutto qui!
Siamo dunque molto felici del suo riferimento alla trasparenza sugli stipendi, ma concretamente cosa pensa di proporre in questa attesa misura legislativa per ridurre o addirittura eliminare il gap salariale tra uomo e donna?”

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